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I CANTI DI FRANCESCO PIAZZA

ALBERI ANIME

MENDICAVAMO CANTI DI USIGNOLI

IL VENTO E LA ROCCIA

CUSSI' I SE CIAMAVA


 

I CANTI DI FRANCESCO PIAZZA

Il libro tascabile, la cui copertina è riprodotta a fianco, è stato edito nel 1997 e raccoglie tutti i canti scout composti da Francesco Piazza scritti per i Campi estivi Scout, a decorrere dal 1953 e fino al 1994, per singole Unità e Gruppi e canti di preghiera.

I disegni riprodotti sono tutti tratti da originali di Francesco Piazza, sono schizzi veloci di momenti di vita all'aperto.

In una immagine, più sotto riportata, è riprodotta la firma di Checco (Francesco) del proprio nome di caccia: "Cane Nero" con i simboli della Croce e le lettere R S, Rover Scout, indicanti il suo stato di Capo Unità.

Il libro è stato edito dalla ADLE di Padova ed è formato da 72 pagine.

Riportiamo il testo originale di presentazione della raccolta dei canti.

 

                                                                                                       PRESENTAZIONE

Molti dicono che un difetto dello scautismo è quello di non curarsi troppo della memoria storica. Le mille imprese, attività, che hanno visto i capi produrre le idee più geniali, mettere in gioco le energie migliori, intellettive, manuali e creative rimangono poi nel cuore e nell'esperienza solo cli chi le ha vissute in prima persona: i ragazzi.
II Capo, infatti, dopo un'attività ben riuscita è già all'opera per realizzarne un'altra di migliore e tutto il materiale prodotto finisce nel riempire scatole e scatole che … non appena avrà un po' di tempo sistemerà per il proprio successore.
E un difetto o una caratteristica positiva?
B.P. nei suoi libri ci ha dato i principi fondamentali del metodo e dello spirito scout e poi solo alcuni esempi pratici per farci capire meglio cosa intendesse dire. Ha chiesto ai Capi di essere capaci di vedere, come i ragazzi, l’avventura in una comune pozzanghera d’acqua … ”Avete mai visto i bufali pascolare in Kensington Gardens? E non vedete il fumo dell’accampamento dei Sioux sotto l’ombra dell’Albert Memorial? lo li ho visti in tutti questi anni”.
Siamo allora nella giusta mentalità: semplicità, spontaneità, avventura da vivere assieme ai ragazzi, in quel momento, con loro e solo per loro.
Però B.P. ci ricorda di rileggere i testi fondamentali, di ritornare spesso alle fonti originarie.
Ecco che la pubblicazione dei Canti di Francesco Piazza, per noi tutti Checco, è un ritornare alla fonte. I suoi canti di campo hanno accompagnato nella “meravigliosa avventura” migliaia di ragazzi; il canto per il primo campo scuola di Montegemoli e poi per l'Eurojam 94 hanno segnato il cammino ventennale della nostra Associazione.
ln essi ritroviamo tutta l’umanità e la spiritualità di uno scautismo vissuto con la gioia di sentirsi parte del creato e l'entusiasmo che, tutto ciò, può essere trasmesso agli altri in un rapporto di fraterna amicizia.
Questa pubblicazione vuole "fare memoria” di uno spirito autenticamente scout dal quale trarre insegnamento e ispirazione per stimolare tutti i Capi a sviluppare i loro “talenti” e tenere “in quota lo scautismo.
Ringrazio quanti hanno contribuito alla realizzazione dell’opera: Bruno Tessaris, Bruno Benvenuti ed il coro dei vecchi scouts di Treviso per la parte musicale e l’incisione della cassetta dei canti, Claudio Favaretto, Lino Bianchin, Stefano Longhi, Luciano Furlanetto e Fiorella Boscarato per le testimonianze e la raccolta del materiale e dei “ricordi”.
Naturalmente il grazie più grande va a Checco!
Nevio Saracco

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ALBERI ANIME

 

Il primo libro di poesie di Francesco. La prima edizione è stata realizzata nei mesi di novembre dicembre 1985 e la seconda nel settembre del 1992 a cura dell'Associazione culturale Teorema per i tipi delle Grafiche Crivellari di Treviso.

La presente terza edizione è stata stampata dalla Tipografia Piave di Belluno nel mese di luglio 2012.

L'introduzione è stata scritta da Ivo Prandin.

 

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MENDICAVAMO CANTI DI USIGNOLI

 

La dedica alla moglie Anna Maria del libro anticipa il significato e il senso delle poesie. Il titolo stesso è evocativo di tempi di particolare sensibilità affettuosa dello stare insieme di due persone innamorate; Anna Maria era ormai morta da cinque anni.

Sandro Zanotto intitolava la sua presentazione al libro Il canzoniere d'amore di Francesco Piazza e descrive la raccolta di poesie come un viaggio "entro l'anime dell'autore" come un continuo contrasto tra amore e morte.

 

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IL VENTO E LA ROCCIA

 

Anna Maria Feder Piazza era una donna del dubbio e aveva voce di profezia.
Attraversata dal dramma e protagonista di una straordinaria vicenda umana, è stata educatrice fuori degli schemi tradizionali. La volontà di farsi carico delle esigenze giovanili l'ha portata ad offrire risposte valide a chi voleva uno scautismo e una scuola liberi e coraggiosi.
Semplicemente ha imparato a scommettere sulla creatività degli altri.
Contro tutto e contro tutti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RECENSIONE DEL LIBRO DI GIAN DOMENICO MAZZOCATO A CURA DI MARIO CUTULI - La Vita del Popolo 2 settembre 2007

 

A scuola di Anna Maria, un'educatrice “ribelle”

“Quella donna deteneva un segreto grande. Leggeva il misterioso respiro della storia, lo decifrava agli altri... Sapeva creare un ambiente, delimitare uno spazio, cogliere il senso del tempo...
Aveva un essere irrequieto, in ricerca e dunque simile a risorgiva perenne, una creatura viva...”
Si direbbe che Anna Maria Feder Piazza, sia tutta qui, in questo ritratto che di lei traccia Gian Domenico Mazzocato, in “Il vento e la roccia” (Ed. Paoline).
Ed invece no.
Questa educatrice “ribelle”, questa donna ferma nelle proprie convinzioni, tanto decisa nei suoi propositi quanto consapevolmente irrequieta nella sua ricerca, che “ha assimilato”, che “ha colto l'essenza”, che “sa dirsi a Dio usando parole di sintesi e di rivelazione”, questa donna “abituata ad abitare con se stessa” e “sempre disposta a un di un più”, sfugge ad una definitiva connotazione, ad un cliché predeterminato.
Come il “vento” non può essere circoscritta e contenuta, perché, proprio come il vento, scompagina e scuote, scompiglia e agita, modella e leviga.
Come il vento si arresta solo se contrapposta alla “roccia”, anche se non esaurisce la sua forza, in un continuo, inarrestabile e complementare contrasto e completarsi.
Se Anna Maria è il vento, Francesco, l'uomo della sua vita, è la roccia. Se lei è il dinamismo, lui la pacatezza. Se lei la fantasia, lui la stabilità. Poli che si richiamano, perché ogni metà ha bisogno dell'altra, non solo per avere un contrasto, ma anche per comprendere se stessa, perché l'una è tale in forza dell'altra, perché l'una, nella sua propria irripetibilità, vive dell'altra.
Come essere in ricerca, Anna Maria sa che la vita è accettazione dell'evento, ma anche consapevolezza che “può esserci un abisso tra l'ieri e l'oggi”, che “la vita è ricchezza, è vastità, è creazione che si rinnova a ogni nuova vita, è quello che di più vario esiste” e non può perciò risolversi in “un binario su cui far scorrere ordinatamente un treno”.
Come “donna del dubbio” - solo chi dubita ricerca - Anna Maria non ha verità da dispensare, perché per lei la verità si identifica con la ricerca stessa. E questa è sempre anelito di qualcuno, di qualcosa, di un senso sempre più pieno e mai totalmente conseguito della vita.
Da questa ricerca, nasce in lei l'amore per lo scautismo e il bisogno di trasmettere uno stile di vita improntato alla scoperta della gioia di dare, al tentativo di decifrare il mistero che si cela anche nelle piccole cose a partire dallo stesso ritmo naturale con cui ogni cosa diviene ed è, semplice e profondo allo stesso tempo, perché di esso il regista è Dio stesso.
E nasce anche l'esperienza della “stanzetta”, in quella casa di via Biscari, nella prima periferia di Treviso, dove si parla, ci si confronta, si ascolta, si condividono ideali, s'intrecciano speranze.
Da questa ricerca nasce la consapevolezza che “riempire le ore della nostra vita non significa vivere, perché “per vivere bisogna ancorare la nostra esistenza a qualcosa” perché “sognare è vuoto e troppo costoso per chi non è pazzo...”, ma soprattutto la determinazione a non lasciarsi prendere in contropiede dalla vita, come ama ripetere, quando nel 1981 scopre il male che pian piano la consuma.
Da questa ricerca, infine, nasce quella pedagogia sperimentata con le sue “guide”, ma anche con suoi alunni tra i banchi di scuola: insegnare senza forzare e imporre, incarnando così la perfetta figura di educatrice che fa della maieutica la strategia vincente del suo incontro con gli altri perché ognuno, con la personale, responsabile ricerca, diventi maestro di se stesso.
Non era facile leggere tra le pieghe della pur breve vita di Anna Maria, di questo vento che sollecita la coscienza e stimola l'intelligenza. Non era facile “comprendere” questa donna che vive sapendo di vivere, capace di “interiorizzare il deserto”, di “discendere dentro, per trovare punti di solidità della propria identità”. (Mario Cutuli)

 

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CUSSI' I SE CIAMAVA

 

Il libro, che si propone di mantenere la memoria di vecchie tradizioni e culture contadine, è stato edito nel mese di luglio del 2002 con la fattiva collaborazione della Fondazione, la quale è stata beneficiaria dei proventi derivanti dalla vendita.
Le illustrazioni contenute nelle pagine interne e la stessa copertina sono opere del fratello Francesco.

DARIO DE BASTIANI EDITORE

 

 

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