Home  |  Sostieni la Fondazione  |  Come arrivare |  Contatti  |

 

 

FONDAZIONE

 

FONDAZIONE:
Anna Maria Feder
Francesco Piazza - Fondatore
Chi Siamo
Lo statuto
La Storia
Presidenti e Segretari Generali
Gli Amici
Istituzioni collegate

La Storia

La Fondazione “Feder Piazza” nasce in modo anomalo rispetto ad altre simili istituzioni. L’idea, ed il suo conseguente avvio, vengono dalla particolare considerazione che i numerosi amici di Anna Maria Feder Piazza avevano di lei. In tutti la convinzione era quella di aver perso, il 17 febbraio 1987, non solo una cara amica, ma una persona che molto aveva donato: a loro e a tutti gli ambienti che aveva frequentato. Riunitisi in un comitato denominato “Amici di Anna Maria”, presieduto dal marito Francesco Piazza, primo e appassionato sostenitore dell’iniziativa, iniziarono un percorso di ricerca sui motivi che avevano resa così preziosa la presenza dell’amica. Il passo successivo riguardò la possibilità di ricordare e di far rivivere, nel futuro, i principi ispiratori della sua particolare personalità. Le riunioni che si susseguirono individuarono la “Fondazione” quale migliore istituto per onorare degnamente Anna Maria, diffondere il suo pensiero e operare, ispirandosi alle tracce del suo intenso impegno sociale e associativo. Per dotarla di un capitale iniziale, che permettesse di ottenere il riconoscimento dalla Regione Veneto, numerosi amici hanno dato il loro contributo finanziario e Francesco Piazza rispose al generoso gesto mettendo loro a disposizione la tiratura dell’incisione “Val Visdende ‘88” presentata, il 10 settembre 1988, nel primo incontro ufficiale degli amici sostenitori tenutosi nella Trattoria “All’Alpino”. L’iniziativa si ripeterà nei due anni successivi e doterà, alla fine, la Fondazione di una somma di circa cento milioni di lire. Il capitale costitutivo non è quindi dovuto al gesto munifico di un filantropo, come generalmente avviene, ma all’adesione corale e appassionata di quanti desideravano rendersi testimoni della ricchezza spirituale di Anna Maria e sentirsi coinvolti in future iniziative ispirate alle sue scelte di vita. Il primo di settembre del 1989, con l’Atto n. 35513 Rep. n. 14423 del notaio Rosanna Turchetto, in Treviso, la Fondazione prende ufficialmente vita; mentre, il 20 febbraio1990, ottiene il riconoscimento della Regione Veneto, con delibera n. 771, della Giunta Regionale. Lo Statuto, letto e approvato, esprime in quattro punti l’ ideale ed i propositi operativi degli amici ART.2) a - La Fondazione non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità di utilità sociale. La sua attività consiste nell’approfondimento e nella divulgazione del pensiero di 8Anna Maria Feder Piazza e del suo insegnamento e nella realizzazione di attività di formazione e di beneficienza in favore:
- dell'educazione dei giovani;
- della missionarietà della Chiesa;
- della vita contemplativa e di preghiera; - dei bisognosi, intervenendo direttamente in quei casi che la vigile attenzione verso gli altri continuamente propone.
E definisce in questo modo la sua struttura operativa:
ART. 5)
A – Il Consiglio di Amministrazione si compone di sette membri, dura in carica tre anni ed i suoi membri possono sempre essere confermati. Sono membri del Consiglio di Amministrazione: – Il Fondatore, signor Francesco Piazza, sei persone designate dal Fondatore e, dopo la sua morte o rinuncia, da colui che sarà Presidente.
B – La carica di Presidente spetterà di diritto, vita sua durante, al Fondatore signor Francesco Piazza, il quale potrà in ogni momento rinunciarvi.
Per aver dato inizio alla Fondazione, nel 1994, il Lions Club Treviso Host ha conferito a Francesco il “Melvin Jones Fellow”, riconoscimento attribuito a chi si è “dedicato a servizi umanitari”.
Lo Statuto sarà, in seguito, modificato in due occasioni: la prima nel 1998 per adeguarlo all’accoglimento della richiesta di essere considerato tra le Attività non Lucrative di Utilità Sociale (ONLUS); la seconda nel 2009, dopo la morte di Francesco Piazza, per inserire anche il suo nome nell’intitolazione e aggiungere le finalità che ne onorino la memoria. L’attuale stesura dei primi articoli è qui riportata:
ART. 1)
- E’ costituita, per volontà del signor Francesco Piazza e con il sostegno del Comitato “Amici di Annamaria”, la “Fondazione ANNA MARIA FEDER PIAZZA - Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale”, rinominata, dopo la morte del fondatore, “Fondazione ANNA MARIA FEDER e FRANCESCO PIAZZA Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale“; in breve denominabile anche “Fondazione Feder Piazza - Onlus”. La Fondazione ha sede in Treviso, Strada dei Biscari n.22, nella casa costruita da Francesco e Anna Maria, da loro amata e resa luogo aperto all’accoglienza.
ART. 2)
a – La Fondazione non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità di utilità sociale. La Fondazione si prefigge lo scopo di onorare in modo degno e duraturo il pensiero, l’insegnamento e l’opera di Anna Maria Feder e di Francesco Piazza e si propone la realizzazione di attività di beneficenza intervenendo direttamente nei confronti dei soggetti operanti nella missionarietà della Chiesa, di coloro che si dedicano alla vita contemplativa e di preghiera e dei bisognosi in genere.
b - La Fondazione potrà inoltre svolgere, in quanto direttamente connesse alle attività di beneficenza e nei limiti previsti dalla L. 460/97, attività di istruzione e formazione con particolare riferimento all’educazione dei giovani e alla divulgazione e promozione della cultura e dell’arte.
L’attuale Consiglio di Amministrazione è composto da :
- Lino Bianchin Presidente
– Giorgio Forlin Vice Presidente
– Giovanni Tosello Segretario
– Fiorella Boscarato Consigliere
- Domenico Guerretta consigliere – Solideo Saracco consigliere – Maria Rosa Vistosi consigliere – Graziella Biasetto consigliere - Stefano Zucchello consigliere Le nomine sono avvenute con il criterio della continuità visto che i primi sei erano i consiglieri del primo CdA nominati da Francesco Piazza.

Nell’attesa che i tempi burocratici per la stesura e l’approvazione dello statuto rendessero operativa la Fondazione, il Comitato degli Amici di Anna Maria ha dato l’avvio ad una serie di incontri che, nel tempo, sono divenuti appuntamenti tradizionali. Ogni anno, in occasione dell’anniversario della morte, si ritrovano per una S. Messa che, nei primi anni, è stata celebrata dai sacerdoti che più le avevano vissuto accanto: mons. Lino Cusinato, mons. Giorgio Marcuzzo, mons. Giuseppe Rizzo, mons. Giancarlo Manzoli di Mantova, don Lorenzo Piran, don Roberto Cavalli, padre Leonardo Cecchetto, mons. Livio Buso, don Rodolfo Budini, don Stefano Siliberti di Mantova, don Antonio Mensi. Le cerimonie sono state animate dai canti del coro “La Traccia” composto da adulti scouts, dal gruppo vocale “Ensamble Laborintus” diretto da Michele Pozzobon, dai cori di rovers e scolte di Santa Bona, all’accompagnamento liturgico di Andrea Marcon, di Massimo Pinarello e di Luciano Buosi all’organo. Per ognuno di questi incontri è stato stampato un ricordo, il primo curato da Luigi Pianca, che recava un pensiero tratto dalle numerose lettere e articoli scritti da Anna Maria perle riviste associative scouts.
Alla figura di Anna Maria, alla storia della sua vita e alla profondità del suo pensiero, lo scrittore Gian Domenico Mazzocato, su incarico della Fondazione, ha dedicato una accurata biografia arricchita da numerose citazioni ricavate dal suo “carnet de route”. Il certosino lavoro di ricerca e trascrizione degli scritti originali, la loro catalogazione e la stesura del testo hanno impegnato l’autore per oltre due anni. La pubblicazione, inserita in una collana delle Edizioni Paoline di Milano, è avvenuta nel luglio del 2007 poco prima della scomparsa di Checco ed è stata presentata alla fine del mese di settembre dello stesso anno, nella chiesa-auditorio della Santa Croce al Quartiere Latino di Treviso, alla presenza di un numerosissimo pubblico. Tutti gli anni, nel periodo autunnale, dopo i primi tre incontri conviviali già citati, l’ormai tradizionale ritrovo si è ripetuto, con cadenza annuale, nel giardino della casa di Via dei Biscari. Qui si è avuto modo di invitare, dando un significativo sostegno per le loro future attività, giovani musicisti o gruppi musicali di recente istituzione, che, con la loro partecipazione, hanno ravvivato e rese più accoglienti e interessanti le giornate ricordo. E’ divenuta, questa, l’occasione per relazionare sulle attività che la Fondazione aveva portato a buon fine durante l’anno ed annunciare i programmi futuri.
Costretti dalle minacce del tempo atmosferico, alcuni di questi eventi si sono svolti in luoghi diversi da quello preannunciato. Memorabile quello svolto sotto il capannone della sagra di Santa Bona, sommersi da un diluvio che ha costretto i presenti a pranzare con l’acqua alle ginocchia ; un’altra volta, la riunione si è fatta nella sala parrocchiale di San Liberale; e ancora, nelle eleganti atmosfere di Villa Algarotti Quaglia, a Paese; oppure immersi nella natura, al laghetto “Le Bandie”, di Lovadina.
Il primo degli intermezzi musicali presentati alle Giornate della Fondazione è avvenuto nel 1992 con le zampogne dell’Antica Pastoria del Borgo Furo che si sono alternate alla lettura di poesie di Luigi Pianca. Negli anni successivi, con la collaborazione della signora Gabriella Pasut, si sono esibiti: un quintetto di giovani musicisti del Conservatorio “Steffani” di Castelfranco Veneto; il duo chitarristico Andrea Bolinelli e Alessandro Balsimini, con Matteo Bragagnolo al flauto; la soprano Hyeonjeong Koo, accompagnata al pianoforte da Paola Gnocato; infine, i due giovani concertisti Anna Tonini, al flauto, accompagnata da Massimo Pinarello, al clavicembalo.
Si sono inoltre esibiti: il Coro degli Adulti Scout “La Traccia” con una rassegna di canti composti da Francesco Piazza raccolti poi in un volumetto, distribuito con allegata la relativa audiocassetta;il quintetto di fisarmonicisti “Phisarmonia” ; il gruppo musicale “Le baghe della zosagna", con musiche popolari; il gruppo vocale “Ensamble Laborintus” , diretto da Michele Pozzobon, specializzato in musiche rinascimentali e barocche; e ancora, musiche brasiliane con il gruppo “Swing Brasil”; la band composta da giovani appassionati di Jazz: “TetraQarteT”, con brani “bi-bop” e “latinjazz” e la cantante-fisarmonicista Francesca Gallo, esperta ricercatrice e interprete di canti popolari.

La Fondazione, per rispondere al primo degli scopi indicati nel suo statuto relativo all’attenzione verso quanti si impegnano nella difficile missione dell’educare, ha promosso una serie di incontri, organizzati in collaborazione con l’Ufficio Diocesano di Pastorale Giovanile, diretto da don Giorgio Marcuzzo, su “Educazione alla fede come problema della cultura contemporanea”. L’argomento era molto sentito in quegli anni e ben evidenziava la ricerca di Anna Maria durante il suo impegno come capo dell’Associazione Guide Italiane. Per lo studio delle tematiche da proporre, ci si avvalse dell’esperienza di don Giuseppe Mazzocato, allora impegnato nella Facoltà di Teologia dell’Italia settentrionale.
Il primo incontro-conferenza, ha avuto luogo in un’aula del Seminario Vescovile, i giorni 1 e 2 ottobre 1988, condotto da don Giuseppe Mazzocato, relatore il prof. don Giuseppe Angelini, Preside della Facoltà di Teologia dell’Italia Settentrionale di Milano.
Il progetto ha avuto un seguito nell’anno successivo, il 18-19 novembre 1989; relatori: la prof.ssa Orlando Cian, docente di Pedagogia all’Università di Padova e il dott. Giuseppe Milan, ricercatore di Pedagogia nella stessa Università. E’ seguito un momento conclusivo, il 6 ottobre1990, con l’intervento di Padre Adalberto Bonora, biblista , e della prof.ssa Edda Ducci, ordinario di Pedagogia all’Università “La Sapienza” di Roma.
Le varie agenzie educative, non solo diocesane, hanno riservato agli Atti dei tre convegni, regolarmente pubblicati a cura della Fondazione, una attenta lettura e in molti casi li hanno adottati come testi base per lo studio e l’ideazione di programmi associativi. La stessa Conferenza Episcopale Italiana ha riportato ampi brani, degli Atti in questione, nella rivista dedicata alla scuola e all’educazione. Inoltre, nel 1993, su segnalazione dell’Università Pontificia Salesiana – Facoltà di Scienze dell’Educazione, è stata assegnata una Borsa di Studio a Francesco Pretifilippo, per la sua tesi di laurea sulla Pastorale Giovanile in Italia, la cui stesura si è ampiamente ispirata alle tesi espresse nelle pubblicazioni relative ai convegni organizzati dalla Fondazione.
Dal 1991 fino all’anno in corso, la Fondazione ha sostenuto l’Ufficio Diocesano per la Pastorale nella Scuola e nell’Università, diretta da don Edmondo Lanciarotta, coadiuvandola nell’organizzazione di seminari e convegni, pubblicandone sistematicamente gli Atti che sono, ora, raccolti nella “Collana di Quaderni di Pastorale Scolastica”.
Il primo di questi incontri è stato il Seminario di Studi: “Fare pastorale della Scuola, oggi” - 11 maggio1991, Collegio Pio X – relatori don Edmondo Lanciarotta e mons. Giuseppe Rizzo.
L’anno successivo, 1992, al Collegio PioX, viene trattato l’argomento: “Educare a scuola in una società complessa” , coordinatore don Edmondo Lanciarotta, relatori mons. A. Daniel e il prof. Luciano Caimi. Oltre all’edizione degli “Atti” di questi incontri, la Fondazione si è incaricata di pubblicare gli interventi delle giornate di studio su “L’insegnante nella Scuola Cattolica”, su “Quali valori insegnare nella Scuola Cattolica oggi?” e del Convegno “Il mondo della Scuola”.
I convegni hanno avuto una cadenza annuale ed hanno affrontato tematiche di stretta attualità quali:
- “Essere scuola a partire dai giovani” - 1993, salone del Palazzo dei Trecento – relatori d. Edmondo Lanciarotta, mons. A. Daniel, il Provveditore agli Studi Sante Leotta ed il prof. Luciano Corradini;
- “Per realizzare la relazione educativa a scuola” - 1994 Casa Toniolo – relatori il prof. Giorgio Tonolo, il prof. Umberto Margiotta ed il prof. Ermenegildo Guidolin;
- “I genitori e la relazione educativa a scuola” - 1995 Teatro Ariston – relatori: Guglielmo Malizia sociologo, Luigi Pati pedagogista, Armando Pietrella, dirigente al Ministero della Pubblica Istruzione, Lorenzo Vigna consigliere regionale, Giuseppe Richiedei Vicepresidente A.Ge., Danila Bonito giornalista TG1;
- “La dimensione europea dell’educazione” - sfida per il 2000” – 1996, Cà dei Carraresi – Incontro - dibattito con il prof. Michele Pellerey, Ordinario di Didattica all’Università Pontificia Salesiana di Roma;
- “I giovani, i valori e la scuola. I risultati di una ricerca interprovinciale” - 1997, Cà dei Carraresi
- relatori il prof. Giampaolo Alimede, il prof. Ermenegildo Guidolin ed il prof. Severino De Pieri;
- “Maestro da chi andremo?” - 1998, Cà dei Carraresi – relatori il prof. Armando Rigobello ed il prof. Lino Sartori;
- “La scuola dell’autonomia come scuola della comunità” - 1999, Casa Toniolo – Incontro dibattito con Cesare Scurati;
- “Le riforme del sistema scolastico:un’occasione per la comunità cristiana” - 2000, Cà dei Carraresi – Incontro - dibattito con Luisa Ribolzi;
- “Per una scuola libera e autonoma:criticità e opportunità” - 2001, Ca’ dei Carraresi – relatore Dario Antiseri;
- “Una scuola per ogni uomo. Percorsi di integrazione scolastica: dall’Handicap… al diversamente abile” - 2003, Camera di Commercio, nell’ambito della manifestazione “Tutti a bordo: Treviso per l’Anno Europeo della Persona Disabile”, organizzata da Comune, Provincia e Regione.
- “Per un sistema educativo di istruzione e formazione a servizio di ogni uomo” - 2004, Auditorium di Casa Toniolo – relatori il prof. Luigi Floriani, il dott. Luigi Zanetti ed il dott. Maurizio Galluzzo;
- “Raccontiamo la scuola che viviamo ogni giorno” - 2005, tavola rotonda alla presenza di S.E. il Vescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato. Tra i relatori, l’attuale presidente della Fondazione Lino Bianchin;
- “Scuola e trasmissione della Fede alle giovani generazioni” - 2006, Auditorium di Casa Toniolo - relatore il prof. Luciano Corradini;
- “Educare, ovvero atto di carità verso l’uomo. Per una comunità ecclesiale educativa” - 2008, sede della Fondazione Feder Piazza – relatori don Edmondo Lanciarotta il prof. Ermenegildo Guidolin ed il prof. Francis Contessotto.

Anche questa serie di incontri ha avuto una numerosa e qualificata partecipazione, indice dell’urgenza degli argomenti trattati. Per ogni singolo evento, la Fondazione ha pubblicato tutti gli interventi degli esperti che vi hanno partecipato e li ha raccolti in tredici “Quaderni di Pastorale Scolastica”, i quali hanno avuto un’ampia divulgazione non solo locale, ma sono stati richiesti anche a livello regionale e nazionale ed hanno offerto spunti ed idee per tesi universitarie e per altri seminari e convegni.
L’interesse per quanto riguarda la formazione dei giovani, ha avuto compimento nel sostegno dato alle cinque edizioni, svoltesi dal 2001 al 2005, al Concorso di Scrittura Creativa “Il Seme di Girasole” rivolto agli alunni delle classi quinte elementari e delle scuole medie per ricordare Maria Chiara Durigon, tragicamente scomparsa in giovanissima età, promosso dalla Scuola Media Stefanini di Treviso.
Una particolare attenzione è stata riservata a delle realtà giovanili, geograficamente lontane da noi. Con cadenza annuale la Fondazione ha rivolto il suo concreto interessamento verso la missione di padre Aldo Vettori, in Kenya, alla quale, fin dal 1991, sono stati assegnati finanziamenti per il funzionamento di scuole ed ospedali. Dal 1995, sono stati adottati quattro ragazzi affinché completassero gli studi.
Questo non è stato l’unico aiuto verso i missionari del nostro territorio.
La missione di Ambam nel Camerun, retta dal 1990 al 1996 da Don Alessandro Dal Ben, ha ricevuto maestri di scuola locali; anche l’opera di ricostruzione di alcuni villaggi del Bangladesh, colpiti da catastrofiche alluvioni, condotta da Padre Faustino Cescato, ha ottenuto il nostro concreto sostegno.
Altri due interventi, che riguardano i primi anni di vita della Fondazione, sono degni di segnalazione: il primo è l’appoggio dato a don Antonio Trevisiol per la sua opera di accoglienza e primo inserimento degli ex carcerati, alcuni dei quali portatori di drammatiche esperienze già in giovanissima età, il secondo riguarda un aiuto finanziario per rendere vivibili alcuni prefabbricati, reperiti dal Centro Aiuto alla Vita di Treviso, utilizzati per ospitare giovani madri in difficoltà.
Nel 2003 l’UNICEF ha lanciato un appello per la ricostruzione delle scuole in Iraq distrutte dalla guerra e la Fondazione si è attivata con l’organizzazione di un concerto di beneficenza, “La grande musica di Johan Sebastian Bach” , tenuto dal Maestro organista Sergio De Pieri nella chiesa di Santa Bona.

Le istituzioni che si occupano del mondo giovanile hanno sempre trovato sensibile attenzione da parte della Fondazione.
I gruppi scouts della parrocchia, sempre solleciti a prestare il loro servizio quando da noi richiesto, e iniziative di Associazioni Culturali sorte con lo scopo di educare i giovani alla musica e con la musica o di aiutarli ad emergere nella difficile carriera di musicisti, hanno sempre trovato sicuro, e sostanzioso, appoggio per le loro attività.
Da segnalare, in questo senso, le partecipazioni all’Orchestra e Coro dell’Associazione Musicale Luigi Pavan, nei concerti tenuti nelle chiese di Santa Maria Ausiliatrice, per le celebrazioni Antoniane, e di San Francesco, per commemorare il maestro scomparso; all’Associazione Culturale Suonar Crescendo, nel concerto dei “Pollicini” tenutosi nel Museo di Santa Caterina, ed ai vari altri gruppi invitati alle Giornate della Fondazione e già citati in precedenza. Un ulteriore sostegno è stato elargito, per il completamento del suo corso universitario, ad una giovane molisana ritrovatasi improvvisamente orfana e quindi in gravi difficoltà economiche.
Nell’anno in corso la Fondazione è impegnata a garantire la frequenza alla Scuola Materna di un bambino, segnalato dal Centro Aiuto alla Vita, la cui madre, rimasta sola, si trova in difficili condizioni economiche.

Anna Maria, negli ultimi anni della sua vita, aveva tenuto stretti contatti con comunità che dedicavano la loro vita alla preghiera ed alla contemplazione. Seguendo questa sua traccia sono stati avviati contatti con l’Eremo di Sant’Elena, in Onigo di Pederobba, al quale è stato dato un primo significativo appoggio per la sua fondazione; con i Monasteri delle Clarisse di Foligno e di Vallegloria a Spello, anche oggetto di una specifica raccolta di fondi quando gravemente danneggiati dal terremoto del 1997 che ha colpito l’Umbria; infine con i monasteri della Visitazione, in Treviso, delle Clarisse di Trevi e di Apiro. Tutti questi sono stati sostenuti con frequenza annuale e con intervenuti occasionali per necessità particolari che hanno avuto modo di comunicarci.
Un altro intervento ha preso avvio dall’amore di Anna Maria per gli animali in genere e per i cani in particolare. Questo riguarda l’assistenza, e in seguito, la collocazione in una casa di proprietà della Fondazione, di una persona fortemente provata dalla vita, resa pressoché in miseria da varie avversità subite e in difficoltà nel trovare un’abitazione perché proprietario di sei cani. Al decesso dell’ospite la casa, situata nel comune di Povegliano, è stata venduta perché divenuta antieconomica e bisognosa di un radicale costosissimo restauro per renderla nuovamente fruibile.
Richieste di aiuto verso persone bisognose, segnalate da enti: in particolare la parrocchia di Santa Bona, associazioni o amici, hanno sempre trovato sensibile risposta, così come le indicazioni pervenute da altre istituzioni quali la Caritas, nel periodo di carestia della Somalia, la Scuola Media Coletti per l’invio di medicinali nell’ex Jugoslavia o da “Domus Nostra” casa per ragazze-madri situata nel comune di Quinto.
Alcuni di questi casi tuttora godono di sostegno continuativo con intervalli annuali.

Viaggiare, visitare città, musei e luoghi d’arte è stata una delle grandi passioni che Anna Maria ha comunicato ai frequentatori della sua casa. Lei e Checco, era l’inizio degli anni settanta, con pulmini reperiti fortunosamente e letteralmente stipati di tende, bagagli e generi alimentari, hanno condotto un nutrito gruppetto di amici alla scoperta delle bellezze artistiche italiane. Il viaggio aveva significato solo se conduceva alla ricerca dei valori espressi dai luoghi visitati, in particolare di quelli considerati “minori”, al fine di approfondirne la conoscenza. Una clausola era inderogabile: sapersi fermare in silenziosa contemplazione quando si fosse accertato che quelle bellezze aprivano il cuore e la mente alla grandiosità del creato e delle espressioni artistiche scoperte, imparando a concentrare l’attenzione sulla profondità dei messaggi in esse contenuti. I dialoghi tra Anna e Checco, ricchissimi di notizie, di annotazioni e riferimenti artistici, storici e letterari, erano, per chi li accompagnava, un’autentica scuola di pensiero e, insieme, di proposte di meditazione.

Riferendosi a questo interesse, Luciana Crosato, studiosa ed esperta di storia dell’arte, compagna di studi e amica di Anna Maria, chiedendosi come avrebbe potuto essere utile alla Fondazione, ha pensato di riprendere la tradizione dei viaggi aprendo la possibilità di partecipazione ad altri nuovi amici.
I primi quattro hanno avuto come mete:
- “Le Chiese Barocche della Baviera” nel 1989;
- “Le Chiese e Monasteri sul Danubio” nel 1990;
- “Da Wies a Weimar, Chiese e Castelli di Franconia ” 1991;
- “Arte e natura tra la Svizzera e l’Alsazia – Da San Gallo a Strasburgo” nel 1992.

Tutti sono stati condotti da Luciana ed hanno ottenuto un indice elevatissimo di gradimento per la scelta degli itinerari, l’accuratezza dell’organizzazione e per la sua perizia nell’illustrare e commentare le splendide opere visitate. Fatto tesoro di questo stile, tale esperienza si è ripetuta negli anni successivi con la straordinaria ed appassionata collaborazione di Silvia Paganini Pianca, Presidente dell’Alliance Francese di Treviso, e la supervisione sempre molto accorta ed ispirata del marito Luigi Pianca. Da loro siamo stati condotti alla scoperta del fascino della terra di Francia lungo questi itinerari:
- “Arte e tradizione nel dolce paesaggio della Borgogna e Champagne” nel 1993;
- “Seguendo l’itinerario delle Abazie Cistercensi:colori, profumi, mare di Provence e Côte d’Azur” nel 1994;
- “Normandia Bretagna: Le Grand Large” nel 1995;
- “Parigi! Il piacere dell’arte, della cultura e dello svago” nel 1997;
- “In città d’arte e lungo vie d’acque dense di storia” nel 1998;
- “Parigi e i suoi dintorni: attualità e storia” nel 2004;
- “Normandia: vele di Vichinghi, spiagge epocali ed echi di gotiche cattedrali” nel 2005;

Con l’appoggio, e l’amichevole collaborazione di Mauro Baldoin e della sua Agenzia Viaggi, di anno in anno siamo andati alla scoperta di nuovi luoghi che potessero raccontare storie di antiche e moderne civiltà.
- ”Civiltà, storia e tradizioni dell’oriente europeo” nel 1999;
- “Berlino: una capitale ridisegnata per futuro” nel 2000;
- “Un territorio tra storia e leggenda:il paese dei Catari” nel 2001;
- “Da Budapest a Czestochowa:dalle suggestioni asburgiche della capitale ungherese al baluardo polacco della cristianità” nel 2002;
- “L’uomo Arabo, l’uomo Berbero, l’uomo del deserto: storia, cultura e tradizioni del Marocco” nel 2003;
- “Danimarca, patria dei Vichinghi” terra di fiabe, antiche leggende e di moderna, evoluta civiltà” nel 2006;
- “Sulle rive del Baltico, in paesi giovani dalla storia antica” nel 2007;
- “Miti e realtà, cultura e natura, umanità e passione nei due cuori della Grande Russia: Mosca e San Pietroburgo” nel 2008;
- “Da Luxor ad Abu Simbel in crociera sul Nilo e sul Lago Nasser” nel 2009;
- “Castelli, giardini, parchi e natura selvaggia, storia e leggende: la Scozia” nel 2009.

La partecipazione a questi viaggi ha permesso, oltre all’esplorazione dei luoghi,la nascita di nuove amicizie vissute con lo stesso spirito ereditato da Anna e Checco in simili avventure. Per soddisfare le richieste di nuovi e vecchi amici, la Fondazione si è impegnata anche nell’organizzazione di tre straordinarie uscite sulla laguna di Venezia con il gran finale della cena in barca, un moto topo, nel bacino di San Marco in occasione della “notte famosissima” del Redentore chiusa dalla tradizionale sequenza dei fuochi artificiali.
E nell’aprile del 2005 un piccolo gruppo di amici è stato condotto a frequentare i riti della settimana santa ad Erice, in Sicilia, partecipando alla solenne processione dei Misteri a Trapani.

Degna di un cenno particolare, tra le iniziative a carattere culturale, è la pubblicazione della ricerca che Gino Piazza ha svolto sulla vecchia ed obsoleta terminologia dialettale trevigiana intitolata “Cussì i se ciamava”, edito da De Bastiani di Vittorio Veneto, e la sua presentazione nel dicembre del 2002 presso la sala Longhin del Seminario Vescovile di Treviso. Generosamente Gino, fratello di Checco, ha devoluto tutti gli utili di questo libro per gli scopi della Fondazione.

Il totale degli impegni presi in questi anni può essere calcolato nella somma di 105.000,00 euro interamente ottenuti dalla generosità degli amici che ci hanno sostenuto, anche con la nuova possibilità di devoluzione mediante il “5 per mille”. Tale somma non comprende le spese dell’assistenza a Francesco e della manutenzione della sua casa, sostenute interamente con altri fondi senza il coinvolgimento economico della Fondazione.
Due osservazioni sono d’obbligo a questo punto e riguardano la fedeltà agli impegni presi riscontrabile nella continuità di interventi verso gli stessi soggetti ed il prezioso, volontario, apporto di tanti amici che hanno donato tempo ed esperienza per la riuscita di molte manifestazioni.

La più importante ed impegnativa delle attività portate a termine dalla Fondazione non riguarda, però, i viaggi, i convegni oppure i concerti, ma è direttamente connessa alla vita del suo fondatore, Francesco Piazza.
Il 25 settembre 1995 Francesco viene colpito da un grave, devastante ictus.
L’ospedale lo restituirà alla sua casa fortemente menomato; molte delle proprietà funzionali del suo organismo risulteranno del tutto alterate, in particolare l’uso della parola e la motricità dell’intera parte destra del corpo. La mano che aveva dato vita a tante sublimi opere d’arte appariva irrimediabilmente immobile. I medici si mostrarono scettici sulle possibilità di un recupero anche parziale e davano le attese di vita molto ridotte.
Analizzate le condizioni del fratello, al momento della dimissione dall’ospedale, Gino Piazza, impossibilitato ad occuparsene direttamente, ha manifestato la sua decisione di incaricare la Fondazione per la futura assistenza esprimendo nel seguente modo il suo volere:

"Agli amici di casa Francesco Piazza
e al consiglio di amministrazione della fondazione “Annamaria Feder Piazza”
Cari amici,
nella difficile e incresciosa contingenza creatasi dalla malattia di Checco la vostra risposta di solidarietà e di amicizia mi ha commosso e ha suscitato in me profondo sentimento di riconoscenza.
Vi do atto del particolare e generoso impegno col quale non solo offrite a mio fratello l’aiuto morale e fisico di cui ora ha bisogno, ma anche del modo con cui sopperite alla conduzione della sua casa e alla cura dei suoi interessi e ciò sia in questo periodo di degenza in ospedale, sia nella prospettiva di un suo ritorno che speriamo prossimo e in condizione di massimo recupero.
Quale fratello e unico parente diretto di Checco, devo a voi amici, anche in quanto rappresentanti e amministratori della fondazione “Annamaria Feder Piazza”, questo riconoscimento e l’attestazione che voi state agendo in stretta collaborazione e in piena sintonia con me in un rapporto di fraterna amicizia.
con affetto,
Gino Piazza"

Questa lettera segnò l’inizio di un’avventura durata dodici anni. La facoltà di prendere tutte le decisioni di competenza di Francesco, mediante procura notarile, venne delegata al fratello Gino unitamente al Vice Presidente della Fondazione. I vecchi e nuovi amici incominciarono ad alternarsi nell’assistere, sostenere e dare serenità all’amico gravemente infermo. Francesco non ha mai perso coscienza di sé e, per le persone che continuavano a frequentarlo, rimase sempre una presenza significativa, capace di esprimere sentimenti e di farsi comprendere con gesti ed espressioni del viso commoventi per la tranquilla accettazione della sua situazione ed il desiderio di comunicare ancora una volta il piacere dell’amicizia.
La Fondazione, pur essendo fortemente occupata da questo incarico, non ha mai smesso di operare secondo gli scopi dello statuto che si era dato e Francesco è rimasto fino alla fine il suo Presidente.
Il 28 luglio 2007 Francesco si riunisce ad Anna Maria nella casa del Padre.
Il suo testamento, redatto un anno prima della malattia e depositato presso il notaio Manavello, risultò, all’apertura, composto da tre semplici righe:

“oggi, in data 22 luglio1994, dichiaro
che alla mia morte tutti i miei beni
vadano alla Fondazione Anna Maria Feder Piazza”.

Il consiglio di Amministrazione, riunitosi il 24 ottobre 2007, consapevole dell’importanza del compito che si stava assumendo e delle difficoltà che si prospettavano, decise all’unanimità di accogliere l’eredità in spirito di adesione agli ideali di Francesco e Anna Maria e ponendosi al loro servizio.
A pochi giorni dalla morte di Francesco, a partire dal 3 agosto 2007 a tutto il mese di settembre, si è realizzata una retrospettiva delle sue opere nella sala comunale di Vigo di Cadore, con l’intervento dell’Amministrazione locale, alla presenza di numerosi amici, giunti da Treviso.
L’immagine dell’artista scomparso aleggiava nel cielo terso delle Dolomiti evocata dalle parole di Luigi Pianca e caricava la nostra fantasia dei sentimenti più cari e vicini alla sua anima: l’amore per la montagna, l’immersione nel silenzio ricco di echi (soprattutto quello compatto e luminoso della val Visdende), la passione del colore che rimanda alle combinazioni più ardite della natura. in questo contesto di alta elevazione dello spirito e della mente, il distacco dalla sua persona, mancata da qualche giorno, è risultato meno straziante. tutti l’abbiamo sentito vicino nelle opere indimenticabili e nell’atmosfera rarefatta del luogo.
Incomincia, ora, una nuova storia. Ed è la storia di questi giorni. La casa tanto amata da tutti noi ritorna aperta a quanti avranno desiderio e motivo per frequentarla. Nel 2008 è stata selezionata come uno dei “luoghi di valore” della Provincia di Treviso dalla Fondazione Benetton.
Si è offerta come sede del “Centro Studi ed Esperienze Scout Don Ugo De Lucchi” e già parecchi gruppi di scout e guide hanno utilizzato il giardino e alcuni locali per le loro attività.
Giovani incisori fanno rivivere la stamperia per produrre le loro opere e altri ambienti sono divenuti spazi utili per incontri e conferenze.


Dalla brochure stampata dalla Fondazione Feder Piazza in occasione del ventennale della sua costituzione – 27 novembre 2009.

torna


Chi siamo

 

Il Consiglio di Amministrazione eletto per il periodo 21/07/2017 al 21/07/2020 è composto da:

Giovanni Tosello - Presidente

Solideo Nevio Saracco - Vice Presidente

Giorgio Forlin - Segretario

Anna Francesca Saracco - Consigliere

Costanza Poli - Consigliere

Nina Maria Neuzilete Moneque - Consigliere

Maddalena Fanti - Consigliere

Piero Gallinaro - Consigliere

Stefano Zucchello - Consigliere

Domenico Guerretta - Consigliere.

torna


 

Lo Statuto

Esente da bollo a sensi art. 27‑bis tab. allegata al D.P.R. 26.10.1972 N. 642.

REPERTORIO N. 144417 FASCICOLO N. 40033

REPUBBLICA ITALIANA

VERBALE DI CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

In Treviso nel mio studio al civico n. 33 di via Buranelli.

L’anno duemilanove, oggi giorno dodici del mese di maggio (12.05.2009).

Ad ore 18,30 avanti a me Dottor Arrigo Manavello, Notaio in Treviso ed iscritto nel ruolo del distretto notarile di Treviso, è presente il signor:
BIANCHIN LINO nato a Casier (TV) il 27 marzo 1944, residente a Treviso, via Tessari n. 22, C.F.: BNC LNI 44C27 B965F,
che dichiara di agire in veste di Presidente del Consiglio di Amministrazione della “FONDAZIONE ANNA MARIA FEDER PIAZZA Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale” ‑ in breve denominata anche “Fondazione Anna Maria Feder Piazza ‑ Onlus” con sede legale a Treviso, strada dei Biscari n. 22, codice fiscale n.ro 94012540269, Ente avente personalità giuridica privata, riconosciuto dalla Giunta Regionale del Veneto con decreto 20.02.1990 n.ro 771 Cron. ed iscritto nel Registro delle Persone Giuridiche del tribunale di Treviso con il n.ro 452.
Detto comparente, cittadino italiano, della cui identità personale e veste io Notaio sono certo, mi dichiara che si trova qui riunito, in questo giorno ed ora, a seguito convocazione invito scritto spedito ai consiglieri in data 09.05.2009, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione predetta, per deliberare in merito al seguente ordine del giorno:
1.‑ modifiche statutarie;
2.‑ varie ed eventuali.
Assume la presidenza della riunione il comparente signor Bianchin Lino, il quale, consenzienti tutti i presenti, invita me Notaio a fungere da segretario e quindi constata e fà constare:
* che sono presenti tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione signori BIANCHIN LINO, presidente, FORLIN GIORGIO, vice‑presidente, VISTOSI MARIA ROSA, SARACCO SOLIDEO, TOSELLO GIOVANNI, BOSCARATO FIORELLA, BIASETTO MARIA GRAZIA, GUERRETTA DOMENICO e ZUCCHELLO STEFANO, consiglieri;
* per il Collegio dei revisori è presente il Dott. Damir Covacich.
Dichiara il consiglio regolarmente costituito e valido per assumere le delibere in merito all’indicato ordine del giorno, così come prevede l’articolo 6 dello statuto sociale. I1 Presidente apre la seduta e passa all’esposizione. I1 Presidente ritenendo utile adeguare lo statuto ad intervenute modifiche a seguito del decesso del fondatore, signor Francesco Piazza, anticipa sommariamente le modifiche che riguardano gli artt. 1, 2, 5 e 12 dello statuto che il Presidente provvede a leggere nella sua nuova formulazione.
Terminata la lettura, il Presidente invita i presenti a deliberare in merito.
Dopo breve ma esauriente discussione, il Consiglio di Amministrazione, all’unanimità
DELIBERA:
1.‑ Di approvare lo statuto sociale con tutte le modifiche proposte, statuto che viene allegato al presente atto sotto la lettera A) per costituirne parte integrante e sostanziale.
Null’altro essendovi da deliberare la seduta viene chiusa ad ore 19,30.
Legge sulla privacy
Ai sensi e per gli effetti dell’art. 10 del D.P.R. n. 196/03 il comparente, nella sopra citata qualifica, dichiara di essere informato dei soggetti e delle modalità e finalità di trattamento dei propri rispettivi dati e di essere a conoscenza dei diritti di cui all’art. 13 dello stesso D.P.R. n. 196/03.
Dell’allegato e del presente atto io Notaio ho dato lettura al comparente che approva, conferma e con me Notaio sottoscrive qui di seguito, ad ore 19,30.
Dattilografato da persona di mia fiducia, consta quest’atto di un foglio per facciate scritte una e fin qui della seconda.

F.to: Lino Bianchin F.to: dr. Arrigo Manavello Notaio (L.S.)

Allegato sub. A) al repertorio N. 144417 Fascicolo N. 40033
 

S T A T U T O

FONDAZIONE ANNA MARIA FEDER PIAZZA ‑ ONLUS
 

ART. 1) ‑ E’ costituita per volontà del signor Francesco Piazza e con il sostegno del Comitato “Amici di Annamaria” la “Fondazione ANNA MARIA FEDER PIAZZA ‑ Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale” rinominata, dopo la morte del fondatore, “Fondazione ANNA MARIA FEDER e FRANCESCO PIAZZA Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale ” in breve denominabile anche “Fondazione Feder Piazza ‑ Onlus”. La Fondazione ha sede in Treviso, Strada dei Biscari civ.n.22, nella casa costruita da Francesco e Anna Maria da loro amata e resa luogo aperto all’accoglienza.
ART. 2)
a ‑ La Fondazione non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità di utilità sociale. La Fondazione si prefigge lo scopo di onorare in modo degno e duraturo il pensiero, l’insegnamento e l’opera di Anna Maria Feder e di Francesco Piazza e si propone la realizzazione di attività di beneficenza intervenendo direttamente nei confronti dei soggetti operanti nella missionarietà della Chiesa, di coloro che si dedicano alla vita contemplativa e di preghiera, e dei bisognosi in genere.
b ‑ La Fondazione potrà inoltre svolgere, in quanto direttamente connesse alle attività di beneficenza e nei limiti previsti dalla L. 460/97, attività di istruzione e formazione con particolare riferimento all’educazione dei giovani e alla divulgazione e promozione della cultura e dell’arte.
c ‑ La Fondazione non può svolgere attività diverse da quelle sopraindicate ad eccezione di quelle accessorie per natura a quelle istituzionali e statutarie, in quanto integrative delle stesse.
d ‑ La Fondazione opera nell’ambito della Regione Veneto.
ART. 3)
a ‑ I1 patrimonio della Fondazione è costituito dai beni mobili descritti nell’atto di costituzione della Fondazione, del quale il presente Statuto è parte integrante; da beni mobili ed immobili pervenuti e che perverranno alla Fondazione a qualsiasi titolo, da elargizioni o contributi da parte di Enti Pubblici e Privati, Ditte, Persone Fisiche e dagli avanzi netti di gestione.
b ‑Per l’adempimento dei suoi compiti la Fondazione dispone delle seguenti entrate:
‑ versamenti effettuati dal fondatore;
‑ redditi derivanti dal patrimonio;
‑ Elargizioni o contributi da parte di Enti Pubblici e Privati, Ditte, Persone Fisiche e dagli avanzi netti di gestione.
ART. 4)
a ‑ Sono organi della Fondazione:
‑ Il Consiglio di Amministrazione;
‑ Il Presidente della Fondazione;
‑ I1 vice Presidente della Fondazione;
‑ I1 Comitato Direttivo;
‑ il segretario del Comitato Direttivo;
‑ Il Collegio dei Revisori dei Conti.
b ‑L’elezione degli organi della Fondazione non può essere in alcun modo vincolata o limitata ed è informata a criteri di. massima libertà di partecipazione degli aventi diritto al voto.
ART. 5)
a ‑ Il Consiglio di Amministrazione si compone di sette membri, compreso il presidente, dura in carica tre anni ed i suoi membri possono essere sempre confermati.
Il Consiglio in scadenza nominerà il Presidente. Il Presidente, cosi eletto, nominerà i membri del nuovo consiglio.
c ‑ il Consiglio di Amministrazione, su proposta del Presidente, potrà cooptare altri consiglieri, fino ad un massimo di cinque, scelti fra persone che possono validamente contribuire :al raggiungimento delle finalità della Fondazione.
d ‑ Qualora per qualsiasi motivo 1a maggioranza dei membri del ‘Consiglio di Amministrazione venga meno, l’intero Consiglio ‘di Amministrazione si intende decaduto e il Presidente provvederà ad una nuova nomina.
ART. 6)
a ‑ Il Consiglio di Amministrazione si riunisce almeno due volte all’anno per l’approvazione del bilancio consuntivo (entro il 30 aprile) e del bilancio preventivo (entro il 30 novembre).
Esso inoltre provvede alla nomina del Comitato Direttivo, del Presidente e del Vice Presidente della Fondazione;
‑ delinea gli indirizzi generali dell’attività della Fondazione;
‑ delibera sulle modifiche al presente Statuto; ‑ approva i regolamenti che disciplinano lo svolgimento del1′attività della Fondazione;
‑ delibera sull’eventuale destinazione dei fondi, riserve o capitale durante la vita della Fondazione stessa, qualora ciò sia consentito dalla legge e dal presente Statuto;
‑ delibera il compimento di atti di straordinaria amministrazione; ‑delibera lo scioglimento e la liquidazione della Fondazione e la devoluzione del suo Patrimonio.
b ‑ I1 Consiglio di Amministrazione é convocato dal Presidente ogni qualvolta questi lo ritenga opportuno oppure ne sia fatta richiesta da almeno due consiglieri oppure dal Collegio dei Revisori.
c ‑ La convocazione è fatta mediante invito scritto contenente l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della convocazione e l’elenco delle materie da trattare, spedita ai Consiglieri almeno dieci giorni prima dell’adunanza .
d ‑ Il Consiglio è validamente costituito e atto a deliberare quando sia presente la maggioranza dei suoi componenti.
e ‑ Le deliberazioni sono assunte con il numero favorevole della maggioranza dei presenti; in caso di parità di voti prevale il voto del Presidente.
f ‑ Per la nomina del Presidente, l’approvazione dei regolamenti, le modifiche statutarie, la deliberazione di scioglimento della Fondazione e di devoluzione del suo patrimonio occorre il voto favorevole dei tre quarti dei Consiglieri.
g ‑ i componenti del Consiglio di Amministrazione non percepiscono alcun compenso per l’attività svolta.
ART. 7)
a ‑ La Fondazione è amministrata da un Comitato Direttivo composto da un minimo di tre ad un massimo di cinque membri compresi il Presidente ed il vice Presidente, scelti dal Consiglio di Amministrazione tra i propri componenti.
b ‑ I membri del Comitato Direttivo durano in carica per tre :anni e sono rieleggibili.
c ‑ Qualora per qualsiasi motivo la maggioranza dei membri del Comitato Direttivo venga meno, l’intero Comitato Direttivo si intende decaduto e occorre far luogo alla sua rielezione.
d ‑ In caso di cessazione per qualsiasi motivo di un membro del Comitato Direttivo, il Consiglio di Amministrazione stesso fa luogo alla sua cooptazione. Chi venga nominato al posto del membro cessato dura in carica per lo stesso residuo periodo durante il quale sarebbe rimasto in carica il membro cessato.
e ‑ Dalla nomina a membro del Comitato Direttivo non consegue alcun compenso, salvo il rimborso delle spese documentate sostenute per ragioni dell’ufficio ricoperto.
f ‑ A1 Comitato Direttivo sono attribuite le seguenti funzioni:
‑ la gestione della Fondazione in ogni suo aspetto secondo gli indirizzi delineati dal Consiglio di Amministrazione e, in particolare, il compimento di atti di amministrazione ordinaria in relazione agli indirizzi ricevuti;
‑ la nomina del Segretario da scegliersi tra i membri eletti del Comitato stesso;
‑ la predisposizione annuale del Bilancio Preventivo e del Rendiconto Consuntivo.
g ‑ Il Comitato Direttivo é convocato dal Presidente ogni qualvolta questi lo ritenga opportuno oppure ne sia fatta richiesta da almeno tre membri del Consiglio di Amministrazione o dal Collegio dei Revisori. La convocazione è fatta mediante lettera contenente l’indicazione del luogo, giorno e ora della riunione e l’elenco delle materie da trattare, spedita a tutti i componenti almeno otto giorni prima dell’adunanza.
h ‑ Il Comitato Direttivo è presieduto dal Presidente o, in caso di sua assenza o impedimento, dal Vice Presidente; in mancanza, su designazione dei presenti, da un altro membro del Comitato Direttivo.
i ‑ I1 Comitato Direttivo è validamente costituito qualora siano presenti almeno la metà dei suoi componenti.
l ‑ Le deliberazioni del Comitato Direttivo sono assunte con il voto favorevole della maggioranza dei presenti; l’espressione di astensione si computa come voto negativo; in caso di parità di voti prevale il voto di chi presiede la riunione.
m ‑ I1 Comitato Direttivo nomina un Segretario da scegliersi tra i suoi membri.
ART. 8 )
a ‑ Al Presidente della Fondazione spetta la rappresentanza della Fondazione stessa di fronte ai terzi e anche in giudizio. Su deliberazione del Comitato Direttivo il Presidente può attribuire la rappresentanza della Fondazione anche ad estranei al Comitato stesso.
b ‑ Il Presidente convoca e presiede il Consiglio di Amministrazione e il Comitato Direttivo, ne cura l’esecuzione delle relative deliberazioni, sorveglia il buon andamento amministrativo della Fondazione, verifica l’osservanza dello Statuto e dei regolamenti, ne promuove la riforma ove se ne presenti la necessità, cura i rapporti con le autorità tutorie; adotta in caso di urgenza ogni pravvedimento opportuno riferendo nel più breve tempo al Comitato Direttivo.
ART. 9 )
a ‑ Il vice Presidente sostituisce il Presidente in ogni sua attribuzione ogni qualvolta questi sia impedito all’esercizio delle proprie funzioni. I1 solo intervento del vice presidente costituisce per i terzi prova dell’impedimento del Presidente.
ART. 10)
a ‑ I1 segretario del Comitato Direttivo svolge la funzione di verbalizzazione delle riunioni del Consiglio di Amministrazione, del Comitato Direttivo e coadiuva il Presidente e il Comitato Direttivo nell’esplicazione delle attività esecutive che sx rendano necessarie od opportune per il funzionamento dellqamministrazione della Fondazione.
b ‑ I1 Segretario cura la tenuta del Libro Verbali del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Direttivo.
ART. 11)
a ‑ Oltre la tenuta dei libri prescritti dalla legge, la Fondazione tiene i Libri verbali delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione, del Comitato Direttivo e dei Revisori dei Conti.
b ‑ I Libri della Fondazione sono visibili a chiunque ne faccia motivata istanza.
ART. 12)
a ‑ Il Collegio dei Revìsori dei Conti si compone di tre membri effettivi.
b – L’incarico di Revisore dei Conti è incompatibile con quello di membro del Comitato Direttivo e di Consigliere.
c ‑ I Revisori dei Conti curano la tenuta del Libro delle a dunanze dei Revisori dei Conti, possono partecipare, avendone il diritto, alle adunanze del Consiglio di Amministrazione e a quelle del Comitato Direttivo, con facoltà di parola ma senza il diritto di voto. Verificano la regolare tenuta della contabibilità della Fondazione e dei relativi Libri, danno pareri sui bilanci; sono designati:
‑ uno dal Vescovo della Diocesi di Treviso;
- uno dal Consiglio di Amministrazione;
‑ uno dal Presidente.
d ‑ I1 Collegio dei Revisori dei Conti dura in carica tre anni.
ART. 13)
a ‑ Gli esercizi della Fondazione chiudono il 31 dicembre di ogni anno. Per ogni esercizio è predisposto un Bilancio Preventivo ed uno Consuntivo.
b ‑ Entro il 31 marzo di ciascun anno il Comitato Direttivo è convocato per la predisposizione del Bilancio consuntivo dell’esercizio precedente da sottoporre all’approvazione del Consiglio di Amministrazione.
c ‑ Entro il 30 novembre di ciascun anno il Comitato Direttivo è convocato per la predisposizione del Bilancio preventivo del successivo esercizio da sottoporre all’approvazione del Consiglio di Amministrazione.
d ‑ I bilanci devono restare depositati presso la sede della Fondazione nei quindici giorni che precedono la riunione del Consiglio di Amministrazione convocato per la loro approvaziozine, a disposizione di tutti coloro che abbiano motivato interesse alla loro lettura. La richiesta di copie è soddisfatta dalla Fondazione a spese del richiedente.
ART.14)
a ‑ Alla Fondazione è vietato distribuire anche in modo indiretto gli avanzi di gestione comunque denominati, nonchè fondi, riserve o capitale durante la vita della Fondazione stessa, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus) che per legge, Statuto o regolamento, facciano parte della medesima e unitaria struttura.
b ‑ La Fondazione ha l’obbligo di impiegare gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.
ART. 15)
a ‑ In caso di suo scioglimento, per qualunque causa, la Fondazione ha l’obbligo di devolvere il suo patrimonio ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociali (Onlus) o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3 comma 190, della legge 23 dicembre 1996 n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

F.to: Lino Bianchin F.to: dr. Arrigo Manavello Notaio (L.S.)
 

torna

 

 

FONDAZIONE FEDER PIAZZA Onlus - Strada dei Biscari 22 - 31100 Treviso
Tel. 0422.301891 C.F. 94012540269 - IBAN IT 02 O 02008 62180 000102293604